Tiramisu con…licenza poetica

OLYMPUS DIGITAL CAMERA Questa volta i miei esperimenti in cucina hanno prodotto uno strano ibrido tra un budino e un tiramisù…un budisù insomma… nato in uno di quei pomeriggi in cui viene voglia di qualcosa di buono…;)

L’ho preparato con il pan di spagna, ma se hai poco tempo puoi utilizzare anche i biscotti o le fette biscottate.

 Per il pan di spagna:

200 g di farina di farro “0”

250 g di malto di riso

100 ml di latte di soia

50 g di olio di mais o di girasole

120 ml di succo di mela

½ bustina di lievito naturale cremor tartaro (circa 9 g)

1 cucchiaino di vaniglia in polvere

1 pizzico di sale marino integrale

liquore per dolci oppure mirin oppure caffè di cereali (per inzuppare il pan di spagna una volta pronto)

Mescola la farina con il sale, la vaniglia e il lievito. Aggiungi il malto, l’olio e mescola bene. Aggiungi lentamente il succo di mela e il latte di soia. L’impasto deve risultare piuttosto liquido.

Versa l’impasto in una teglia foderata con carta forno e inforna in forno caldo a 170° per 45 minuti circa. A fine cottura lascia raffreddare bene.

 Per il budino:

500 ml di latte di mandorle (o altro latte vegetale)

20 g di cacao amaro

20 g di maizena

4 g di agar-agar

150 g di malto di riso

1 pizzico di sale marino integrale

Stempera la maizena con un po’ di latte e aggiungi il cacao, il sale e l’agar-agar. Aggiungi il resto del latte e porta a bollore mescolando. A fine cottura aggiungi il malto di riso e mescola bene finchè sarà perfettamente amalgamato. Lascia raffreddare e una volta freddo frulla.

Per la panna di accompagnamento:

200 ml di latte di mandorle

2 cucchiai di farina di riso

2 cucchiai di sciroppo d’acero

1 pizzico di sale marino integrale

Sciogli in un pentolino la farina di riso con un po’ di latte di mandorle, aggiungi il resto e il sale e porta a bollore mescolando. Cuoci circa 1 minuto mescolando. Trasferisci in un contenitore dei bori alti, aggiungi lo sciroppo d’acero e sbatti con la frusta elettrica per 1-2 minuti. Non ti aspettare che monti come la panna di origine animale….è sufficiente che diventi abbastanza soda. :)

 Per comporre il budisù:

Taglia il pan di spagna dello spessore e della misura che preferisci. Imbevi il pan di spagna nel liquido scelto e disponilo sul fondo di una pirofila o di coppette. Aggiungi uno strato di budino e di nuovo il pan di spagna imbevuto. L’ultimo strato sarà di budino. Metti in frigorifero un paio d’ore.

Puoi trovare questa ricetta nella sua versione più semplice con i biscotti, sulla rivista Vivi Consapevole di Macrolibrarsi (il numero 33, Aprile-Giungo 2013), che puoi scaricare gratuitamente qui.

Troverai anche la mia ricetta della tofu-cake, mai pubblicata sul blog!

Buona lettura e buon appetito!

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Pasta e ceci con dukka

Pasta e ceci speziata Da quando ho scoperto che nocciole, gomasio e cumino producono un condimento davvero speciale, ogni occasione è buona per utilizzarlo, anche una semplice pasta con i ceci.

In Egitto preparano questo condimento speciale anche con altri ingredienti e lo chiamano Dukka. Io l’ho semplificato e “macrobioticizzato” per la prima volta in questa ricetta e l’ho trovato delizioso, anche se è molto lontano dall’originale.

Da quel giorno lo uso spesso sui cereali e come oggi, sulla pasta. :)

Per due persone:

200 g di pasta integrale

250 g di ceci lessati

1 cipolla

1 carota

1 spicchio d’aglio

3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

2 cucchiai di shoyu o tamari

1/2 cucchiaino di curry (o più a piacere)

prezzemolo q.b.

Per il dukka da spolverare:

10 nocciole

2 cucchiaini di gomasio

1 pizzico di cumino

Trita la cipolla e falla rosolare in padella con l’olio e lo spicchio d’aglio. Aggiungi la carota a cubetti, il curry, i ceci, il tamari (o lo shoyu) e un po’ d’acqua e lascia cuocere per 5 minuti circa. A fine cottura aggiungi una cucchiaiata di prezzemolo tritato.

Nel frattempo lessa la pasta. Mentre la pasta cuoce puoi preparare il condimento speciale da spolverare sulla pasta.

Con un coltello trita grossolanamente le nocciole, trita fine il cumino e mescola il tutto con il gomasio.

Quando la tua padellata di ceci è pronta prendine 2-3 cucchiai e frulla bene per ottenere una crema e rimettila in padella.

Quando la pasta è pronta trasferiscila in padella con un po’ d’acqua di cottura e mescola bene.

Metti la pasta nei piatti e spolvera con il condimento alle nocciole.

Buon appetito!

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kanten super fragola

kanten super fragola Finalmente le fragole, così via alla sperimentazione. :)

Questa volta ho provato un kanten di fragole con latte di mandorle al posto del classico succo di mela, in modo da ottenere una consistenza meno gelatinosa.

Ovviamente puoi usare qualsiasi latte vegetale.

 

Per 4-6 piccoli kanten:

250 g di fragole mature

200 ml di latte di mandorle

100 g di yogurt di soia bianco

2 cucchiaini rasi di agar agar in polvere (circa 4 g)

4 cucchiai di malto di riso

1 pizzico di sale marino integrale

Per la guarnizione:

7-8 fragole

4-5 cucchiai di succo di mela limpido

Pulisci le fragole e tagliale a metà. Cuocile in un pentolino con il latte, il malto, l’agar agar e il sale per 5 minuti mescolando, finchè sono morbide.

Frulla tutto con lo yogurt e trasferisci in stampini.

Lascia raffreddare e metti in frigorifero un’oretta.

Puoi servire i kanten da soli oppure puoi accompagnarli con qualche cucchiaiata di fragole tagliate a pezzetti e appassite in padella con un po’ di succo di mela limpido.

Buon appetito!

salutiamoci200 Questa ricetta partecipa a Salutiamoci, la raccolta di ricette buone e sane che segue le indicazioni del Prof. Berrino dell’Istituto Tumori di Milano. Per tutto il mese di Maggio sarà ospite di Ricetteveg.com e l’ingrediente protagonista è la fragola!

Riso integrale con cavolfiore e prugne secche

riso integrale con cavolfiore e prugne secche copia Sarà che sono particolarmente amante dell’agrodolce, ma l’abbinamento del riso con le prugne secche è uno dei miei preferiti.

Questo piatto è davvero semplicissimo e se hai in frigorifero del riso e del cavolfiore già lessati, è pronto in 5 minuti.

 

150 g di riso integrale

10-12 prugne secche

1/2 cavolfiore piccolo (o più, a piacere)

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

2 cucchiai di tamari o shoyu

erba cipollina (o altri aromi a piacere)

gomasio

Dopo aver ammollato il riso per 8 ore circa, lessalo con il doppio di acqua e un pizzico di sale, per circa 20-30 minuti, coperto.

Lessa il cavolfiore al vapore oppure in acqua bollente e salata.

Taglia le prugne a pezzetti e trita l’erba cipollina.

Ora unisci in una padella tutti gli ingredienti: il riso, le cimette di cavolfiore, le prugne e l’erba cipollina.

Se hai riso e cavolfiore già lessati è davvero semplice, basta solo tagliare le prugne e l’erba cipollina!

Aggiungi l’olio e il tamari (o lo shoyu) e fai saltare in padella per un paio di minuti.

Servi con una spolverata di gomasio.

Buon appetito!

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Crema di pere e mandorle

mousse di pere e mandorle copia Uno dei dolci più semplici, veloci e leggeri è sicuramente il kanten di frutta, che si può frullare per ottenere una crema.

Le varianti sono praticamente infinite, basta un po’ di fantasia e di “spirito d’avventura”….

 

 

500 ml di latte di mandorle o di soia

200 g di mandorle bianche

200 g di malto di riso

2 pere mature

5 g di agar agar in polvere (circa 2 cucchiaini colmi)

1 stecca di vaniglia

1 pizzico di sale marino integrale

Riduci le mandorle in farina, trasferiscile in un mixer e frullale con il latte, l’agar agar, il sale, le pere e il malto.

Trasferisci in un pentolino, aggiungi la stecca di vaniglia e porta a bollore mescolando continuamente. Cuoci 1-2 minuti dal bollore. Togli la stecca di vaniglia, incidila, estrai i semini e aggiungili al composto mescolando bene. Lascia raffreddare e trasferisci in frigorifero finchè si sarà solidificato.

Una volta che si sarà formata la gelatina, frulla bene per ottenere una crema omogenea e servi a piacere accompagnata da scaglie di cioccolato fondente.

Buon appetito!

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Risi e bisi

risi e bisi Risi e Bisi è una classica ricetta veneta, ma è anche un tipico abbinamento contadino di cereali e legumi. Volendo scavare un po’ nella storia di questo piatto si scopre però che veniva cucinato anche in ambienti regali, tanto da essere richiesto dal Doge di Venezia, ogni anno, il 25 Aprile.

La ricetta originale prevede anche il burro e la pancetta, che in questa ricetta ovviamente non ci sono. ;)

Questa ricetta nasce quasi come una minestra, poi con il tempo si è avvicinata di più ad un risotto “all’onda”. Io l’ho voluta fare un po’ più asciutta per poterla presentare come la vedi in foto, ma va benissimo anche in un piatto fondo, lasciata un po’ più morbida.

La ricetta originale prevede i piselli freschi, ma puoi utilizzare anche quelli secchi, oppure, in mancanza di tempo, quelli surgelati. Ovviamente la scelta migliore ricade sui piselli freschi e quelli secchi. Tra poco saranno disponibili quelli freschi!

In un momento di sperimentazione “folle” ho aggiunto del passito, che ha conferito una nota dolce che ho trovato buonissima.

200 g di riso semi-integrale

200 g di piselli secchi ammollati per una notte

1 cipolla

1 carota

1 litro di brodo vegetale (1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano)

4-5 cucchiai di passito di Pantelleria

prezzemolo q.b.

3 cm di alga kombu

sale marino integrale

2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

Dopo aver lasciato in ammollo i piselli cambia l’acqua e cuocili con l’alga kombu per 30-45 minuti o comunque finchè saranno morbidi.

Nel frattempo prepara il brodo mettendo in una pentola 1 litro d’acqua con 1 cipolla sbucciata e tagliata a metà, 1 carota e 1 gambo di sedano. Se vuoi fare un brodo particolarmente ricco di sali minerali e disintossicante puoi aggiungere anche un pezzetto di alga wakame o in alternativa di alga kombu. Porta a bollore e lascia cuocere per 20-30 minuti.

Trita la cipolla, grattugia la carota e fai rosolare in padella con l’olio e un pizzico di sale per qualche minuto. Se necessario aggiungi un po’ d’acqua e lascia stufare coperto per 20 minuti. Questo lungo e insolito tempo di cottura permette di “estrarre” il sapore dolce della carota e della cipolla.

Aggiungi il riso e fallo tostare qualche minuto mescolando.

Aggiungi il passito o un altro vino dolce (se vuoi dare un sapore particolare attraverso il dolce), oppure un vino bianco classico, come per fare il risotto.

Lascia evaporare a fiamma alta, poi aggiungi 2-3 mestoli di brodo, una bella presa di sale, porta a bollore e comincia a calcolare circa 20 minuti di cottura. Abbassa la fiamma e man mano che il brodo asciuga aggiungine altro. Gli ultimi 10 minuti di cottura aggiungi i piselli lessati.

A fine cottura aggiungi il prezzemolo ed eventualmente aggiusta di sale.

Se vuoi presentare il piatto come ho fatto io nella foto, il riso deve essere leggermente asciutto (ma non troppo!). Se invece lo vuoi servire come un risotto, allora è meglio lasciarlo “all’onda”, quindi più morbido. Se invece vuoi seguire consistenza della ricetta originale deve essere una via di mezzo tra un risotto e una minestra.

Buon appetito!

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Bocconcini di seitan alle mandorle

Bocconcini di pollo alle mandorle 2 copia Questa è una di quelle ricette che io definisco “macrobioticizzate”.

Mi sono ispirata al classico pollo alle mandorle dei ristoranti cinesi che mangiavo da ragazzina. Ho un vago ricordo, perchè sono passati praticamente vent’anni, ma credo di essermi avvicinata….

 

Il seitan è un ingrediente molto interessante perchè con la sua consistenza simile a quella della carne, permette di preparare piatti soddisfacenti anche per i cosiddetti “carnivori”.

Solitamente viene utilizzato anche dai vegani come fonte di proteine vegetali.

In effetti il seitan è ricco di proteine, ma l’alta concentrazione di glutine può creare qualche problema, soprattutto all’intestino, indebolendolo e rendendo difficoltoso l’assorbimento dei nutrienti. Inoltre può favorire lo sviluppo di intolleranze al glutine.

Consiglio quindi di utilizzarlo saltuariamente, proprio per “macrobioticizzare” o comunque trasformare in versione vegan, i classici piatti a base di carne, come ho fatto, per esempio, in occasione del Menù di Pasqua per creare il “non vitello non tonnato”.

Dosi per circa 2 persone:

250 g di seitan

1 cipolla grossa o 2 piccole

80 g di mandorle bianche

1 cucchiaio di succo di zenzero

2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva o di sesamo

2-3 cucchiai di tamari o shoyu

farina integrale o farina “0″ q.b.

1 pizzico di sale

Distribuisci le mandorle in una teglia rivestita con carta forno e inforna per circa 10 minuti a 160°. Quando comincerai a sentire il profumo di mandorle tostate saranno pronte. Attenzione a non bruciacchiarle.

Trita la cipolla e lasciala rosolare in padella con l’olio e un pizzico di sale.

Nel frattempo taglia il seitan a cubetti e infarinalo bene.

Quando la cipolla è appassita aggiungi il seitan e rosola qualche minuto mescolando. Aggiungi poca acqua e lascia cuocere qualche minuto mescolando ogni tanto.

Non distrarti perchè la presenza della farina tende a far attaccare alla padella e a bruciacchiare.

Aggiungi il tamari o lo shoyu, il succo di zenzero e le mandorle tostate.

Ti ricordo che per ottenere il succo di zenzero basta grattugiare un pezzetto di radice fresca e poi strizzare la polpa ottenuta.

Se fosse necessario aggiungi ancora un po’ d’acqua in modo da ottenere una quantità sufficiente di sughetto. Mescola bene ed è pronto.

Buon appetito!

salutiamoci200 Questa ricetta partecipa a Salutiamoci, la raccolta di ricette buone e sane che segue le indicazioni del Prof. Berrino dell’Istituto Tumori di Milano. Per tutto il mese di Aprile sarà ospite di I Paciocchi di Francy e l’ingrediente protagonista è la mandorla!

 

 

 

Crepes con porri, funghi shitake e salsa allo yogurt

Gli shitake sono funghi particolari che, a differenza dei funghi classici a cui siamo abituati, non affaticano il fegato, anzi….lo aiutano a disintossicarsi.

 

 

Hanno anche altre proprietà interessanti: rinforzano il sistema immunitario, abbassano il colesterolo e la glicemia.

Il nome Shitake si compone di due termini: “shii”, un tipo di quercia e ” take”, fungo. Infatti questi funghi crescono spontaneamente sugli alberi.

L’unico neo: il prezzo. Fortunatamente ne bastano pochi. Per esempio, nella zuppa di miso ne basta uno solo a persona, volendo risparmiare anche mezzo. In questa ricetta ce ne vuole qualcuno di più, ma vale la spesa. ;)

Ovviamente puoi preparare queste crepes anche con dei funghi classici (chiodini, pioppini, porcini, ecc.), ma con gli shitake diventa una ricetta speciale e “curativa”.

Per 3-4 crepes:

100 g di farina “0″

200 ml d’acqua

3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

1/2 cucchiaino di sale marino integrale

1/2 cucchiaino di curcuma

Per la farcitura:

2 porri

1 manciata di funghi shitake (circa 10 g)

3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

2 cucchiai di tamari o shoyu

Per la salsa di accompagnamento:

100 g di ceci lessati

130 g di yogurt di soia naturale

1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

1 cucchiaio di tamari

1 cucchiaio di acidulato di umeboshi

Metti in ammollo i funghi in acqua tiepida per 20 minuti circa finchè saranno morbidi. Puoi riutilizzare l’acqua di ammollo per una zuppa di miso o una  minestra. Gli shitake non sono terrosi perchè crescono sugli alberi.

Mentre i funghi si ammollano affetta il porro a rondelle sottili e saltalo in padella con l’olio e poca acqua. Taglia i funghi a fettine sottili e mettili in padella con i porri. Se sono stati in ammollo a sufficienza puoi utilizzare anche il gambo, che sarà morbido. Lascia rosolare 1-2 minuti, aggiungi poca acqua e lascia stufare coperto per 10 minuti circa.

Nel frattempo prepara la salsa frullando bene i ceci con l’olio, il tamari, l’acidulato e un  po’ di yogurt. Quando avrai ottenuto un composto omogeneo aggiungi il resto dello yogurt frullando ancora.

A fine cottura dei funghi, aggiungi il tamari o lo shoyu, cuoci ancora un minuto e spegni.

Stempera la farina con l’acqua mescolando con la frusta, aggiungendo anche il sale e la curcuma. Prepara una padella antiaderente larga e piatta spennellandola d’olio. Mettila sul fuoco a scaldare e quando è ben calda versa una mestolata di pastella, muovendo la padella in modo che si distribuisca uniformemente, formando uno strato sottile. Cuoci circa 1 minuto, scuotendo la padella ogni tanto, poi girarla delicatamente per cuocerla sull’altro lato. Io uso una paletta e le mani.

Quando è pronta trasferiscila su una teglia rivestita da carta forno e prepara le altre, che metterai man mano nella teglia.

Quando hai tutte le crepes pronte, puoi farcirle. Disponi su metà crepes un po’ di funghi e porri e aggiungi un cucchiaio o due di salsa allo yogurt. Chiudi la crepes e prepara nello stesso modo le altre. Al momento di servire puoi scaldarle in forno e quando saranno nei patti guarniscile con un po’ di salsa allo yogurt e una spolverata di alga nori in fiocchi oppure con semi di papavero o con un po’ di gomasio.

Buon appetito!

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Gnocchi di cous cous con crema di porri

gnocchi di cous cous con crema di porri copia

 

Nella mia continua ricerca  per sostituire gli ingredienti problematici senza privarsi del piacere del cibo, ho sperimentato questi gnocchi a base di cous cous, senza uova e senza patate.

 

Le patate, essendo solanacee, sono molto yin, quindi è bene consumarle raramente.

Queste sono le dosi per 3-4 persone:

250 g di cous cous

500 ml di acqua

1 presa di sale marino integrale

2 grossi porri interi

2 carote piccole

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

2 cucchiai di shoyu o una presa di sale

Porta a bollore l’acqua con un pizzico di sale. Quando bolle versa il cous cous, mescola e cuoci per 2 minuti. Spegni e mescola bene per qualche minuto spappolando il cous cous. Cerca di compattarlo bene e lascialo riposare coperto per 10 minuti.

Nel frattempo prepara il condimento.

Affetta sottili i porri e falli rosolare in padella con l’olio e la presa di sale o lo shoyu. Nel frattempo grattugia le carote e aggiungile in padella. Se serve aggiungi poca acqua e lascia stufare coperto per 10 minuti.

Intanto il cous cous si sarà intiepidito. Rivoltalo su un piano di lavoro e impastalo con le mani finchè i granelli del cous cous non si sentono più e si forma un impasto liscio.

Dividi l’impasto in modo da formare dei cilindri del diametro di 1- 1,5 cm. Taglia gnocchetti di piccoli, di circa 2 cm e infarinali.

Se i porri e le carote non si sono sfaldati abbastanza durante la cottura, puoi frullare per rendere il condimento più cremoso. Io non ho frullato.

Trasferisci gli gnocchi nella padella con le verdure, aggiungi poca acqua e lascia cuocere qualche minuto mescolando delicatamente. Non è necessario cuocerli in acqua perchè il cous cous è già cotto.

Servi con una spolverata di gomasio.

Buon appetito!

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Crema di cereali alle mele e cannella

crema di cereali copia

Finalmente oggi parliamo di colazione.

La colazione è un po’ il tallone d’Achille degli Italiani, che le dedicano sempre meno tempo, tanto che molte persone la saltano completamente o la riducono ad un caffè bevuto al volo.

Un detto popolare recita: «Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero». La vecchia saggezza contadina, che per vari motivi non siamo più in grado di ascoltare, non sbaglia, la colazione è un ottimo momento per fare “il pieno”.

Vale la pena quindi di regalarsi al mattino il tempo per fornire al nostro copro ciò di cui ha bisogno: il cereale.

Meglio se integrale, meglio ancora se integrale e in chicco.

Il nostro corpo ha bisogno di carboidrati complessi che si trasformeranno in glucosio per nutrire tutte le nostre cellule, compreso il cervello.

Utilizzare i cereali ci fornisce i carboidrati di cui abbiamo bisogno, ma c’è un’enorme differenza se il cereale è raffinato o integrale. Se è integrale contiene anche le fibre che rallentano l’assorbimento del glucosio nell’intestino, permettendo al nostro corpo di mantenere il giusto equilibrio glicemico.

Se al contrario mangiamo una brioches, una focaccia, dei biscotti, soprattutto se preparati con farine raffinate e zuccheri raffinati, la glicemia subirà un brusco aumento, con la conseguenza di stressare il pancreas e agire sul nostro umore un po’ come se fossimo sulle montagne russe. Questo perché quando la glicemia sale bruscamente, poi altrettanto bruscamente scende, e così anche il nostro umore e la nostra concentrazione precipiteranno insieme alla glicemia.

Altro effetto inevitabile sarà la fame e la voglia di dolci o di caffè, per rialzare velocemente la glicemia.

Quindi cosa mangiare per evitare tutto questo?

Dei cereali integrali, meglio se in chicco, in modo da beneficiare di tutte le sostanze nutritive, delle fibre e dell’energia vitale del seme.

Nella cucina macrobiotica c’è una ricetta speciale per la colazione: la crema di cereali, a base di riso integrale.

Si prepara con del riso integrale e un altro cereale a scelta fra i tanti tipi di cereali in commercio. I cereali vanno ammollati e cotti con 4-5 volte il volume d’acqua per 2 ore.

A fine cottura si può frullare per ottenere una crema che si conserva in frigorifero per 4-5 giorni. Possiamo condirla con malto di riso, uvetta, nocciole,m mandorle, ecc.

La crema di cereali regala energia per tutta la mattina, quindi stabilità glicemica, ma anche emotiva, concentrazione e lucidità, oltre che nutrimento.

Nel mio ebook “L’alimentazione Macrobiotica” edito da Bruno Editore dedico un’intero capitolo alla colazione, con varie possibilità oltre alla crema di cereali.

Come preparare la crema di cereali mele e cannella

3/4 di bicchiere di riso integrale

1/4 di bicchiere di avena decorticata

2 mele

1 pizzico di cannella (o più, a piacere)

4-5 tazze d’acqua (per la cottura)

1 pizzico di sale marino integrale

Lava i cereali e mettili in ammollo per 8-10 ore in abbondante acqua. Trascorso il tempo di ammollo butta l’acqua e trasferisci i cereali in una pentola dal fondo spesso.

Sbuccia le mele, togli i semi e tagliale a pezzetti.

Aggiungi ai cereali le mele, il sale, la cannella e 4-5 tazze d’acqua. Metti il coperchio e porta a bollore, poi abbassa al minimo e lascia cuocere per 2 ore circa senza mescolare, con il coperchio appena spostato per lasciare uno spiraglio per il vapore.

La quantità d’acqua può variare a seconda dell’intensità della fiamma e del tipo di cereale scelto oltre al riso, quindi è necessario sperimentare qualche volta per trovare le giuste proporzioni tra cereali e acqua.

E’ meglio utilizzare sotto la pentola uno spargifiamma in ghisa (si trova nei negozi di casalinghi).

Dopo 1 ora e mezza controlla che sia tutto a posto, che non stia bruciando e che ci sai ancora un po’ d’acqua per cuocere ancora una mezz’oretta. Diversamente puoi scegliere se spegnere o se aggiungere ancora un po’ d’acqua (calda), ma senza mescolare.

A fine cottura spegni e lascia riposare per mezz’ora, poi scegli se frullare per ottenere una crema.

Questa crema di cereali e mele si conserva in frigorifero per 3 giorni.

Al momento di fare colazione trasferisci in un pentolino la quantità che desideri, riscaldala e… buona colazione!

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